Interconnessione contro Coronavirus

Un’onda planetaria sta avvolgendo le nostre vite. Uno tsunami invisibile sta alterando le nostre esistenze e modificando radicalmente la nostra quotidianità. Siamo immersi in un processo di cambiamento profondo, radicale, collettivo, improvviso, ad alto impatto ma lento, molto lento nel suo procedere. Così lento che siamo chiamati a fermarci, a stare in casa, a radicarci, a non muoverci più come prima. Nessuno ci ha preparati a questo e non sappiamo come starci. Tutto chiuso, tutto fermo, tutti lontani. Ci hanno sempre insegnato il contrario: ad andare veloci, ad essere sempre performanti, a non perdere tempo. E tutto questo non è dovuto ad una catastrofe naturale, ad una guerra, agli extraterrestri o ad un’invasione di profughi, ma ad un’emergenza sanitaria. In poche settimane questa epidemia si è propagata in tutta la Lombardia e poi in tutta Italia con conseguenze ancora drammatiche per il Sistema Sanitario Nazionale che sta fronteggiando uno stato di crisi senza precedenti. Per evitare il contagio, ogni persona ha la responsabilità di isolarsi per proteggere gli altri. Siamo tutti chiamati ad affrontare una sfida con noi stessi e con il nostro grado di resistenza e resilienza. Si tratta però di una sfida collettiva in cui il contributo di ciascuno può portare ad un’esito positivo per tutti: la fine dell’epidemia. Dominano l’incertezza e la fatica a stare in questa sospensione. Per la nostra cultura occidentale, sostanzialmente individualista, questo scenario rappresenta una grande occasione di crescita. In questa situazione di crisi possiamo comprendere quanto la collaborazione, la condivisione, il mutuo aiuto, l’empatia e l’ascolto dell’altro, siano fondamentali per la nostra sopravvivenza. In termini filogenetici e ontogenetici è attraverso il contatto con l’altro che la mente ha potuto sviluppare le sue competenze emotive, cognitive, motorie e relazionali. La vita stessa nasce dal contatto, la fecondazione è frutto di un contatto. L’interconnessione è pertanto una risorsa fondamentale, diffusa, strutturale e costituente di tutte le forme di vita e della materia. Mettere in contatto persone e sintonizzarle su obiettivi condivisi significa quindi poter disporre di una risorsa preziosissima e potentissima in grado di affrontare avversità altrimenti insostenibili. Il sistema immunitario funziona così nel nostro corpo, così come una comunità coesa promuove il benessere del singolo e protegge da minacce esterne, da paure perché rassicura e conforta. Sentirsi parte di un tessuto sociale e di una comunità significa acquisire più resilienza. Del resto questa proprietà, questa forza aggregante e integrante che interconnette, sta alla base di molti processi fisici, biologici e fisiologici. Il nostro organismo è un esempio magnifico di interconnessione complessa tra atomi, cellule e tessuti. Senza il principio di interconnessione non ci sarebbero sistemi viventi, non ci sarebbero ecosistemi, non ci sarebbe vita. Lo stesso virus approfitta di questo principio per farsi strada e sopravvivere ma lo fa su strade ridotte perché non conosce altre opzioni e altre possibili vie di interconnessione. Noi invece sì. Possiamo quindi distanziarci socialmente ma mantenere la connessione su altri livelli e altri canali attraverso la condivisione, la collaborazione, il mutuo aiuto, l’ascolto, ecc.

Un cervello senza interconnessione non potrebbe essere una mente e non potrebbe avere una coscienza. Studi recenti evidenziano quanto la coscienza stessa si basi fondamentalmente sulla sua misteriosa capacità di integrare – a più livelli di complessità – gli stimoli che arrivano dalle molteplici componenti che caratterizzano tutto il sistema nervoso. Un potente principio di interconnessione che integra le nostre funzioni cerebrali rendendoci coscienti e presenti a noi stessi. Dobbiamo pertanto fidarci e affidarci a questo principio fondante che riguarda la fisica, la biologia, la psicologia, la sociologia, l’antropologia. L’interconnessione ancora una volta ci salverà. E per quanto banale possa essere l’unione fa la forza, quindi il mio auspicio è che si riesca a promuovere tutto ciò che interconnette risorse e persone così da riuscire ad ottimizzare le nostre forze per affrontare questa crisi globale.

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1 pensiero su “Interconnessione contro Coronavirus

  1. If you want to use the photo it would also be good to check with the artist beforehand in case it is subject to copyright. Best wishes. Aaren Reggis Sela

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